Telecamere di un sistema di videosorveglianza che riprende il panorama di una città

CEI EN IEC 62676-4:2026: il nuovo standard per i sistemi di videosorveglianza

A Gennaio 2026 è stata aggiornata la norma “CEI EN IEC 62676-4:2026 Sistemi di videosorveglianza per applicazioni di sicurezza – Parte 4: Linee guida di applicazione”.

Sono state introdotte molteplici novità, innalzando ulteriormente lo standard per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza. 

Competenze professionali: il system engineer al centro del processo

La realizzazione di un sistema di videosorveglianza professionale richiede molte competenze. La norma specifica come sia indispensabile che il system engineer abbia formazione, conoscenza ed esperienza specifica per poter garantire soluzioni realmente efficaci e compliant.

La CEI EN IEC 62676-4:2026 richiede per il system engineer una formazione nel campo elettrico, elettronico e telecomunicazioni, oltre alla competenza nell’analisi del rischio.

Risk Assessment: il punto di partenza obbligatorio

La CEI EN IEC 62676-4:2026 pone il focus sulla necessità di realizzare impianti sempre più efficaci: un professionista specializzato deve effettuare un approfondito risk assessment, con l’obiettivo di analizzare con attenzione rischi o obiettivi del committente, tenendo conto di aspetti come il valore e l’entità di possibili danni diretti e indiretti, la posizione e conformazione del sito, la presenza di persone e lo storico di eventuali attacchi avvenuti in precedenza.

La norma definisce il risk assessment come “determinazione e valutazione dei rischi identificati per l’oggetto o i beni rilevanti, quali furto di beni materiali e know-how, protezione della persona, vandalismo, sabotaggio, interruzione delle operazioni, ecc.”.

L’analisi dei rischi è una fase fondamentale che deve precedere la realizzazione di qualsiasi impianto per la security, non solo di quello di videosorveglianza. Si tratta di un processo determinante per implementare soluzioni customizzate, “cucite su misura” per ogni committente.

La videosorveglianza non è più considerata una mera installazione di telecamere, ma un sistema integrato di sicurezza che richiede una visione sistemica e multidisciplinare formato dalle fasi di scelta e pianificazione, installazione e messa in servizio, manutenzione e prove. 

Densità di pixel: nuovo standard per la videosorveglianza

La versione 2026 della CEI EN IEC 62676-4 ha sostituito lo standard DORI (Detection, Observation, Recognition, Identification) utilizzato in precedenza per stabilire la risoluzione delle telecamere necessaria a raggiungere gli obiettivi di sicurezza fissati e a mitigare i rischi individuati, introducendo il nuovo standard relativo alla densità di pixel.

Questo nuovo approccio tiene conto non solo della risoluzione nominale della telecamera, ma anche di:

  • dimensione del sensore;
  • lunghezza focale;
  • distanza dal target;
  • campo visivo effettivo.

Si passa quindi da una logica descrittiva a una logica ingegneristica e verificabile, fondamentale anche in ambito probatorio e assicurativo.

La densità di pixel viene suddivisa dalla normativa in due gruppi differenti:

Target a bassa densità di pixel

  • Overview (Panoramica): ≥ 20 pixel/metro nella scena
  • Outline (Sagoma): ≥ 40 pixel/metro nella scena
  • Discern (Distinzione): ≥ 80 pixel/metro nella scena
  • Perceive (Percezione): ≥ 125 pixel/metro

Target ad alta densità di pixel

  • Characterise (Caratterizzazione): ≥ 250 pixel/metro
  • Validate (Validazione): ≥ 500 pixel/metro
  • Scrutinise (Analisi dettagliata): ≥ 1500 pixel/metro

I sistemi di videosorveglianza sono impianti estremamente diffusi per prevenire e contrastare attività illecite: in questo scenario, una norma come la CEI EN IEC 62676-4:2026 non è solo una necessità, ma una responsabilità condivisa per promuovere la fiducia e la sicurezza nella nostra società.

Adottare e rispettare questa norma consente ai committenti di conformarsi ai più elevati standard di sicurezza, contribuendo a creare un ambiente più sicuro e protetto per tutti.