La manutenzione degli impianti di rivelazione incendio secondo la UNI 11224:2019

La nuova norma UNI 11224:2019 ha stabilito le nuove disposizioni in materia di controllo iniziale, sorveglianza, controllo periodico, manutenzione e verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica incendio.

Tra le principali novità rientra la nuova definizione di Tecnico Manutentore, decritto come: <<Persona competente e qualificata che porta a termine i propri compiti in modo affidabile, si assume le responsabilità per la finalizzazione degli stessi e adatta i propri comportamenti alle circostanze nel risolvere i problemi>>. La norma specifica inoltre che <<Le attestazioni di partecipazione a corsi, attività formative e/o esercitazioni effettuate continuativamente presso associazioni, enti o aziende di settore contribuiscono a qualificare il personale>>.

La normativa si sofferma in modo particolare sulle modalità e sulle procedure necessarie per le attività di manutenzione di sistemi di rivelazione incendio.
Per procedere con la manutenzione dell’impianto, sarà necessario verificare di essere in possesso di tutta la documentazione riguardante il controllo iniziale, comprendente: manuale d’uso dell’impianto, schema funzionale (tabelle di causa-effetto), disegni “as built” e documentazione di progetto, calcolo dimensionamento del sistema in caso di ASD, norme di riferimento e procedure di prova fornite dai produttori, nonché la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire. Sarà essenziale, inoltre, accertarsi dal proprietario che l’impianto non abbia subito modifiche o cambiamenti strutturali rispetto all’installazione iniziale.
Per quel che riguarda i tempi e le modalità di controllo, è stato introdotto il criterio di anzianità dei device, mirato ad attivare controlli maggiori sugli impianti meno recenti. La normativa prevede inoltre l’identificabilità dei dispositivi esaminati durante la manutenzione, che dovranno essere tracciati all’interno della documentazione dell’attività di manutenzione.

La norma suddivide di fatto gli impianti in tre fasce:
- Dalla consegna formale al sesto anno di funzionamento: Nell’arco di 12 mesi le attività di controllo dovranno riguardare almeno il 50% di tutti i dispositivi presenti, con un minimo di 2 interventi da effettuarsi a distanza non inferiore ai 5 mesi. L’anno successivo, sarà opportuno testare il restante 50% dei rivelatori.
- Dal settimo al dodicesimo anno di funzionamento: Il controllo andrà a ricoprire la totalità dei dispositivi presenti, con un minimo di 2 interventi da effettuarsi a distanza non inferiore a 5 mesi.
- Oltre il dodicesimo anno di funzionamento: Il sistema nella sua totalità dovrà essere sottoposto a Verifica generale caratterizzato da un controllo preliminare, verifica della disponibilità di parti di ricambio identiche o compatibili con quelle installate, seguito da un accertamento dell’invariabilità dell’impianto.

Per quanto concerne i rivelatori automatici di fumo e di fiamma, al completamento di ogni ciclo di 12 anni di manutenzione, saranno possibili 3 azioni:
- Revisione in fabbrica entro 6 anni, andando a verificare ogni anno almeno 1/6 del totale dei rivelatori;
- Sostituzione con nuovi rivelatori con compatibilità confermata, ogni anno almeno 1/6 del totale dei rivelatori;
- Esecuzione di prova pratica come da UNI9795 e UNI TR11694 entro 6 anni, andando a verificare ogni anno 1/6 del totale dei rivelatori.La UNI 11224:2019 è stata redatta con l’obiettivo di verificare e testare scrupolosamente i sistemi di rilevazione incendio in tutte le loro parti, prestando particolare attenzione all’obsolescenza delle tecnologie e alla loro anzianità.

La manutenzione infatti, non va intesa soltanto come una procedura di routine, ma parte integrante del processo per garantire l’efficacia di un impianto, grazie alla quale è possibile individuare anticipatamente malfunzionamenti o difetti che potrebbero potenzialmente mettere a repentaglio l’efficienza dei sistemi di sicurezza. Un’efficace attività di manutenzione aumenta la sicurezza e riduce rischi e costi dovuti a negligenze o disfunzioni delle tecnologie.




Fonte: UNI



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