Videosorveglianza a norma in ambito security: CEI EN 62676-4

La videosorveglianza è una tipologia di impianto particolarmente complessa, che necessita di specifiche attenzioni regolate da una serie di importanti norme tecniche e giuridiche. 

Una delle principali è proprio la CEI EN 62676-4 (Sistemi di Videosorveglianza per applicazioni di sicurezza), pubblicata ad Aprile del 2018. La normativa fornisce precise raccomandazioni e prescrizioni per la scelta, la pianificazione, l’installazione, la messa in servizio, la manutenzione e le prove di sistemi di videosorveglianza in ambito security

Innanzitutto, con impianto di videosorveglianza si intende: “un’installazione costituita dai componenti hardware e software di un sistema di videosorveglianza (Video Surveillance System – VSS) completamente installato e funzionante per sorvegliare un’area di sicurezza definita”. L’impianto di videosorveglianza è quindi costituito da telecamere, ossia "unità contenente un fotosensore che converte un’immagine ottica in un segnale video", installate correttamente solamente da un tecnico di videosorveglianza, cioè “una persona qualificata, addestrata e competente nell’installazione, nella manutenzione, nella messa in servizio e nella ricerca guasti dei sistemi di videosorveglianza”.  Il tecnico professionista provvederà inoltre a inserire il semplice impianto all’interno di un contesto più ampio, caratterizzato da più fattori, tecnologie e componenti che si interfacciano tra loro per offrire il livello di sicurezza migliore possibile. Da questo, nasce appunto il sistema di videosorveglianza “un impianto costituito dall’apparato di ripresa, dall’apparecchiatura di monitoraggio e dall’apparecchiatura di trasmissione e di controllo associata, suscettibile di essere necessaria per la sorveglianza di una zona protetta”. 

Per garantire l’efficacia del sistema, dovrebbe essere condotta in principio un’attenta valutazione delle minacce (in termini di probabilità e impatto) e un’analisi del rischio accurata per poter realmente progettare impianto di videosorveglianza in grado di mitigare i rischi rilevati e determinare le tecnologie più idonee. Questo passaggio si rivela indispensabile in quanto non esiste un modello unico applicabile in più casistiche e contesti, ma ogni situazione risulta sempre unica e a sé stante, necessitando di un approccio custumizzato sulla base delle necessità, del grado di sicurezza e dalle caratteristiche dell’ambiente da tutelare.  

I risultati della valutazione dovrebbero essere poi utilizzati per determinare il grado di sicurezza, che influirà sulla definizione delle funzioni del sistema (memorizzazione, archiviazione e salvataggio, interconnessioni comuni, antimanomissione, ecc…).   

Inoltre, la norma suggerisce il corretto iter da seguire per poter effettuare un’installazione a regola d’arte: 
  1. Ricognizione del sito
  2. Sviluppo dei requisiti operativi, ossia una dichiarazione formale che comprende: scopo, valutazione rischio e grado di sicurezza, definizione limiti di videosorveglianza, aree sotto sorveglianza, attività da acquisire, protezione dell’immagine/impianto, periodo di funzionamento, condizioni ambientali, resilienza, monitoraggio e conservazione delle immagini, esportazione delle immagini, azioni di routine, risposta operativa, carico di lavoro dell’operatore, formazione, ampliamenti ed altri fattori speciali come automazione, reazione agli allarmi, tempo di risposta del sistema.  
  3. Progettazione dell’impianto, completa della pianta del sito in cui saranno riportate le posizioni dei componenti chiave (telecamere, sale controllo, interconnessioni, ecc…).  
  4. Sviluppo piano di prove a dimostrazione dell’idoneità dell’impianto, comprendente tutti gli aspetti critici (ad esempio l’inquadratura, la qualità dell’immagine, ecc…). 
  5. Installazione, messa in servizio e presa in carico. 
  6. Redazione documentazione (risultati delle prove, piante, disegni esecutivi, descrizione delle interfacce dati, manuali per la formazione, documentazione di supporto, piano di manutenzione comprendente ispezioni e pulizie periodiche, ecc…).

L’iter riportato si trova all’interno di un processo formato dalle fasi di scelta e pianificazione, installazione e messa in servizio, manutenzione e prove

Durante la scelta e la pianificazione, l’installatore dovrà assicurarsi che i componenti e l’impianto generale rispondano ai requisiti operativi, facendo attenzione a sensibilità e obiettivo della telecamera, illuminazione, il colore, la sensibilità termica, la lunghezza focale, la risoluzione e l’area di immagine; soddisfacendo le prescrizioni operative in tutte le condizioni ambientali previste. Si dovrebbero, inoltre, considerare i fattori ambientali nella selezione delle attrezzature (risparmio energetico, smaltimento materiali di consumo, limitazione delle sostanze pericolose). 
In questa fase, si dovranno determinare le tecnologie più idonee sulla base delle reali necessità, delle analisi e delle informazioni collezionate, analizzando il campo visivo, la visualizzazione delle immagini, la risoluzione, tipologia di trasmissione (IP o analogica, con o senza fili), prestazioni video (compressione, frequenza dei fotogrammi, risoluzione), modalità di archiviazione, memorizzazione ed esportazione. 

Con il termine della progettazione, si rivelerà dunque necessario produrre tutta la documentazione necessaria per procedere con l’effettiva installazione e messa in servizio.  
Una volta conclusa l’installazione e la messa in servizio, l’installatore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità alle norme (DICO), in cui si attesterà il rispetto di norme specifiche dell’impianto. 

L’intervento presso un Cliente non si conclude però con l’installazione, ma procede in un ciclo continuo con la manutenzione. L’installatore dovrà concordare l’eventuale manutenzione preventiva e rendersi disponibile per quella correttiva (assistenza o service). Per la manutenzione preventiva, si suggerisce di pianificare un intervento durante o prima del dodicesimo mese solare successivo a quello della presa in carico, per poi svolgere le restanti secondo quanto concordato con l’azienda installatrice. La manutenzione dovrà comprender un esame a vista di determinati elementi (conformità numero e tipo di telecamere, funzionamento delle lampade, presenza etichette di avviso, adeguato supporto e integrità di cavi e condotti, solidità del fissaggio, pressacavi e apparecchiature esterne) e un esame funzionale della qualità dell’immagine, comprensivo di check su coperture e custodie, funzioni di comando, corretto funzionamento di tutti gli apparati, interfacce e allarmi, illuminazioni supplementari.   
Durante l’assistenza, invece, il tecnico avrà il dovere di determinare la causa di qualsiasi guasto, provvedendo a riparare il danno in modo definitivo o procedendo con una riparazione provvisoria nel caso in cui non fosse possibile completare il ripristino in un unico intervento. In caso contrario si potrà configurare la necessità di scollegare parte dell’impianto o di commutarlo su una trasmissione alternativa previo consenso e firma del cliente in entrambi i casi. 

Per via dell’ampio numero di applicazioni di sistemi di videosorveglianza e la continua evoluzione delle caratteristiche dei componenti, la norma IEC 62676 copre solo i requisiti minimi. 

Il rispetto delle indicazioni fornite e dell’iter descritto è indispensabile per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza a regola d’arte, in grado di soddisfare realmente le esigenze del Cliente mitigando i rischi rilevati. Per questo è importante affidarsi a professionisti qualificati dotati di un’ampia e profonda conoscenza delle normative in vigore: compliance alle regole e qualità delle soluzioni e dei servizi offerti prescindono l’uno dall’altro.   

 



Fonte: CEI EN 62676-4