Termocamere fisse: doppio sensore contro il Covid-19

Dallo scoppio della pandemia di Coronavirus, il mercato delle Termocamere si è evoluto in simbiosi con le necessità dei Clienti, andando ad affinare sempre di più le capacità dei prodotti ed ottimizzando le tecnologie sulla base delle richieste e dei bisogni intercettati. Stiamo quindi assistendo ad un’evoluzione delle termocamere e del loro utilizzo.

Sono state infatti introdotte sul mercato termocamere fisse dotate di un doppio sensore: uno ottico e uno termico. Il sensore ottico, grazie ad un algoritmo, individuerà nelle immagini il viso delle persone attraverso la funzione di rilevazione del volto, allo scopo di effettuare una migliore e più precisa misurazione della temperatura. Molte telecamere sono integrabili con la funzione di riconoscimento della mascherina, verificando che il dpi venga indossato nel modo corretto coprendo bocca e naso e segnalando tempestivamente eventuali anomalie.

La rilevazione avviene per mezzo di un sensore termico chiamato Microbolometro, una tecnologia in grado di riconoscere con precisione l’emissione dei raggi infrarossi emessi da qualsiasi oggetto con temperatura superiore allo zero assoluto. Grazie al microbolometro (realizzato integrando diversi materiali assorbenti come il silicio amorfo e l’ossido di vanadio), la termocamera sarà quindi caratterizzata da un grado di precisione molto elevato soprattutto se utilizzata con il dispositivo Blackbody. Una caratteristica peculiare delle termocamere è la risoluzione: le più comuni presenti sul mercato dei microbolometri sono infatti 160x120, 320x240, 320x120, 640x480.
Il device combinerà contestualmente le funzioni dei due sensori, rappresentando uno strumento altamente efficiente in grado di controllare la temperatura corporea di più soggetti contemporaneamente, rivelandosi indispensabile in tutti quei contesti in cui è necessario monitorare il passaggio di gruppi numerosi senza causare rallentamento dei flussi. La combinazione delle due tecnologie è in grado di aumentare l’affidabilità delle due tecnologie e velocizzando le attività di controllo.

Per la rilevazione della temperatura, non è richiesta la collaborazione attiva dell’utente ma sarà semplicemente necessario trovarsi nel campo previsto per la lettura, che sarà delimitato nella fase di installazione e che dipenderà dalla focale utilizzata dalla termocamera con tecnologia microbolometrica.

Esistono diversi modelli di termocamere con sensore ottico, caratterizzate da case, obiettivi e funzionalità differenti. Per poter sfruttare al meglio le capacità di questi device, è necessaria la competenza di un professionista System integrator che determinerà le caratteristiche ottimale per l’installazione della termocamera. Infatti, le potenzialità della tecnologia potrebbero risultare limitate qualora l’installazione non fosse a regola d’arte, andando ad incidere sull’affidabilità dello strumento. L’esperienza del professionista permetterà all’utente di avere garanzie sul risultato e le performance finali, ricevendo opportuna assistenza e consulenza per la dotazione del sistema.

Le termocamere con sensore ottico e termico, si configurano come una soluzione integrabile con altri sistemi di sicurezza, in modo particolare con il controllo accessi attraverso l’utilizzo di tornelli, gate, girelli, porte e cancelli automatici.

La febbre maggiore di 37,5°C è uno dei sintomi che può rappresentare un indicatore di allarme per il Coronavirus: la possibilità di individuare tempestivamente ed automaticamente possibili soggetti sintomatici attraverso l’utilizzo di termocamere può risultare uno strumento preventivo, mitigando così il rischio di ulteriori contagi.
La sicurezza della collettività passa anche attraverso il controllo e la prevenzione.








Fonti: Sicurezza Magazine, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco