Revamping: aggiornamento di sistemi di videosorveglianza

La continua innovazione tecnologica ha accelerato notevolmente i processi di obsolescenza provocando l’uscita dal mercato di prodotti e tecnologie, a fronte dell’immissione di nuovi dispositivi con migliori funzionalità e caratteristiche sempre più performanti grazie anche alla sempre maggiore potenza dei processori. È proprio da questo presupposto che nasce il revamping in ambito videosorveglianza: una serie di interventi di ammodernamento mirati a migliorare le prestazioni dell’impianto attraverso tecnologie innovative, oltre a renderlo compliance con le nuove normative in vigore.

Il revamping può essere essenzialmente di due tipi:
  1. Ammodernamento generale Software (VMS: Video Management System) o Hardware mantenendo l’infrastruttura esistente.
  2. Passaggio da videosorveglianza analogica a IP con cambio dell’infrastruttura.
Le motivazioni che possono spingere ad un ammodernamento generale possono essere molteplici:
  • l’insorgere di esigenze che necessitano di nuove tecnologie più potenti per potere essere soddisfatte;
  • un ampliamento dell’area da sorvegliare;
  • centralizzazione della videosorveglianza;
  • integrazione tra più sistemi di sicurezza, in modo particolare con quello antintrusione e controllo accessi.
  • Implementazione sistema di video analisi. Grazie all’impiego di processori dalle prestazioni sempre più elevate, i produttori hanno la facoltà di dotare le nuove telecamere con algoritmi di video analisi a bordo, basati su IA e Deep Learning. 
  • Compliance a norme/leggi cogenti.   
Infatti, molte vecchie installazioni possono risultare non più compliance alle leggi vigenti, soprattutto per quel che riguarda le prescrizioni del GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati n. 2016/679). Per evitare di incorrere in pesanti sanzioni è quindi opportuno procedere con una messa a norma delle tecnologie optando magari per device GDPR Ready, ossia che hanno ottenuto una speciale approvazione sin dalla fabbricazione che attesta loro funzionalità compliance al GDPR. Per questo è importante affidarsi ad un professionista certificato in possesso di competenze e conoscenze specifiche tali da poter applicare le normative correttamente.

Nel caso di un passaggio da tecnologia analogica a quella IP, la transizione può avvenire principalmente in 3 modalità:
  1. Dismissione totale dell’impianto analogico, realizzazione dell’infrastruttura di rete ed installazione di telecamere IP.
  2. Recupero parziale del sistema analogico (dove e quando possibile), integrandolo con tecnologie digitali. Questo è possibile attraverso speciali videoregistratori ibridi (analogico + IP) o encoder (in caso di VMS esistente) che permettono di usare una parte del vecchio impianto implementando nuove telecamere IP.
  3. Recupero dei collegamenti esistenti, utilizzo di speciali videoregistratori pentabrid (AHD / HDTVI / HDCVI / CVBS + IP)  con sostituzione parziale o totale delle telecamere con device ad alta risoluzione.
In qualsiasi casistica, l’intervento deve essere preceduto da un’attenta analisi dei rischi e delle necessità, che permetterà al system integrator di verificare il contesto e le tecnologie precedenti, valutando le possibili opzioni.
Indipendentemente dal tipo di intervento, l’installazione o l’estensione di un impianto di videosorveglianza deve sempre presuppore un investimento basato su:
  • Potenziamento infrastrutture di rete,
  • Scelta di VMS GDPR compliant e che rispondano efficacemente alle esigenze riscontrate nell’analisi die rischi,
  • Installazione di telecamere ad alte prestazioni, sulla base delle necessità e del contesto.
Per favorire questi tipi di intervento, le istituzioni hanno predisposto per i privati (no imprese) un bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie e l’installazione di sistemi di sicurezza (articolo 16-bis del DPR n. 917/1986) che prevede un’IVA agevolata del 10% sulla manodopera e del 10% su una quota di materiale pari al valore della manodopera (esempio: su una spesa complessiva di 1500€, costituita da 1000€ di materiale e 500 di manodopera, sarà possibile applicare l’IVA al 10% sui 500€ di manodopera e sull’equivalente della spesa di materiali, lasciando al 22% la restante parte di 500€). Inoltre, pagando attraverso un bonifico parlante sarà possibile essere rimborsati del 50% della spesa elargita, recuperando la somma in 10 anni.

Al di là degli incentivi fiscali per privati, solamente installando le più efficienti ed efficaci tecnologie sarà possibile mitigare realmente i rischi legati ad intrusioni indebite o eventi criminosi. Dotarsi di un impianto aggiornato e compliance alle normative è il modo migliore per tutelare realmente la sicurezza di persone, beni ed edifici.






Fonte: Agenzia delle Entrate






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