INAIL: misure anti-contagio da Coronavirus per la fase 2

L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Coronavirus ha costretto la nostra nazione ad un periodo di lockdown per contenere la trasmissione del virus e tutelare la salute dei cittadini. Queste misure però, hanno avuto importanti ripercussioni sul mondo del lavoro, in modo particolare con la chiusura e la limitazione di molteplici attività commerciali.
Con il passaggio alla fase 2, si assisterà progressivamente ad una riapertura delle imprese, con la necessità però di adottare una serie di misure per il contenimento del contagio nei luoghi di lavoro.

L’INAIL ha oggi pubblicato il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”, fornendo linee guida volte ad ottemperare gli standard di sicurezza necessari. Il documento in questione, oltre a fare una classificazione del rischio per ambienti di lavoro, fornisce indicazioni mirate ad affrontare la graduale ripresa in sicurezza delle attività produttive e a garantire adeguati livelli di tutela della salute per le persone.

Allo scopo di evitare assembramenti e di venire quindi meno alle regole sul distanziamento sociale, si consiglia, ove necessario, una riformulazione dei luoghi e degli spazi di lavoro, che dovranno rispettare determinati standard ed essere ventilati ed igienizzati in modo opportuno. Conseguentemente, anche gli orari potrebbero subire delle modifiche, attraverso una suddivisione per turni o prevedendo modalità di lavoro alternative a distanza come lo smart working.

Anche durante la fase 2 viene rinnovato l’obbligo di utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) come le mascherine chirurgiche, per tutti i lavoratori che operano in spazi comuni.

Il documento pone particolare attenzione al controllo dello stato di salute dei propri collaboratori, riportando a pag.15: “ Nella fase di transizione, va considerato il rischio di una riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro, mettendo quindi in atto una serie di misure volte a contrastarli. Pertanto, vanno rafforzate, in azienda, tutte le misure di igiene già richiamate e va altresì attuata la procedura del controllo della temperatura corporea sui lavoratori, prima dell’accesso al luogo di lavoro, secondo le modalità di cui al citato Protocollo. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5° C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede (ove presenti), ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni”.
Il datore di lavoro dovrà quindi effettuare la misurazione della temperatura ai propri dipendenti, precludendone l’accesso in caso di superamento della soglia indicata. Qualora un collaboratore dovesse presentare particolari sintomatologie durante l’orario di lavoro dovranno essere eseguite le stesse procedure citate nel precedente protocollo. Particolare attenzione dovrà essere inoltre posta nei confronti dei lavoratori più a rischio o con patologie pregresse, tali da pregiudicare in modo importante il loro stato di salute in caso di contagio.

Tecnologie per Body Temperature Detection, come Termocamere e Multi Function Detection Terminal si configurano come lo strumento ideale per una rilevazione rapida e precisa della temperatura corporea, individuando tempestivamente eventuali anomalie.

La pandemia di Coronavirus ha certamente causato una serie di cambiamenti delle abitudini e della vita lavorativa di tutti. La fase 2 rappresenta l’opportunità di ripresa dell’economia e delle attività commerciali e industriali: non si tratta di un ritorno alla “vecchia quotidianità”, ma di una nuova normalità che istituzioni e cittadini stanno scrivendo giorno dopo giorno.  





Fonte: INAIL