Criminalità organizzata nel retail: è possibile combatterla?

Secondo la ricerca sull'”Organised Retail Crime in Italia”, condotta da Crime&Tech  (spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore – Transcrime) assieme all’Associazione Laboratorio per la Sicurezza, la criminalità organizzata nel settore retail risulta un fenomeno diffuso, anche se non sempre propriamente riconosciuto. La ricerca è stata eseguita somministrando un questionario anonimo ad un campione di retailer e fornitori di servizi di sicurezza nel settore retail e GDO, valutando una serie di aspetti legati al fenomeno della ORC.

Ma che cos’è l’Organised Retail Crime? Secondo quanto riportato nella sopracitata ricerca: <<Per Organised Retail Crime (ORC) si intende un gruppo di due o più persone che si associano per derubare o frodare in altro modo aziende del settore retail e GDO in modo pianificato, sistematico e ripetitivo con la principale finalità di rivendere illecitamente la merce sottratta. >> (citazione da: Crime&tech (2020), L’Organised Retail Crime in Italia. Milano: Crime&tech (spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore - Transcrime).

Si tratta di un fenomeno che colpisce vari settori merceologici lungo tutto il territorio italiano, anche se con maggiore frequenza nelle regioni Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania. Furti e rapine da parte della criminalità organizzata hanno un impatto rilevante in termini economici: il 64% dei rispondenti dichiara infatti che il bottino è in genere superiore allo scontrino medio, causando perdite degli incassi.

Secondo i dati riportati nella ricerca, il 68% del campione afferma di aver registrato episodi di ORC con comportamenti violenti o minacce da parte dei criminali, ai danni principalmente dei lavoratori. Il 56% dei rispondenti ha inoltre riportato di aver rilevato episodi di violenza accompagnata dall’uso di armi da taglio o da fuoco.
Un ulteriore dato riguarda il recente periodo di lock-down in cui viene dichiarata una diminuzione dei casi di ORC, nonostante la maggior parte dei rispondenti tema un adattamento da parte dei criminali al nuovo contesto economico-commerciale, concentrandosi maggiormente nelle frodi online dovute allo sviluppo dell’e-commerce e alla conseguente più elevata movimentazione dei prodotti.

Alla luce di queste statistiche resta da chiedersi: è possibile difendersi da questi crimini? Come possono essere prevenuti?
La sicurezza è un trifoglio formato da: tecnologia, procedure e organizzazione, intervento dell’uomo. Per realizzare un sistema di sicurezza efficace è necessaria la presenza di tutti questi elementi, che dovranno essere opportunamente integrati e legati tra loro.

Per poter individuare possibili furti e rapine nel settore retail o GDO ed intervenire prima che il crimine venga portato a termine, la videosorveglianza rappresenta una buona soluzione per mitigare questi fenomeni. L’istallazione di telecamere non deve essere intesa come un sistema passivo che si limita solamente a registrare l’atto criminoso: attraverso un meticoloso studio degli obiettivi e un’approfondita analisi dei rischi e delle necessità, è possibile installare un impianto di sorveglianza che costituisca un deterrente attivo contro i criminali. Per aumentare l’efficacia di un sistema di sorveglianza è necessario integrare precisi strumenti di video analitica che, attraverso una serie di funzioni denominate “regole”, saranno in grado di rilevare movimenti sospetti e di allertare tempestivamente il personale preposto. L’analisi comportamentale in tempo reale risulta indispensabile per valutare lo stato di sicurezza di un’area, il monitoraggio tramite sole immagini risulta in questi casi insufficiente. Come riportato nella ricerca: <<I gruppi di ORC tendono ad operare in modo ripetitivo e seguendo delle modalità consolidate. L’uso di strumenti analitici in grado di valutare la serialità degli eventi o i livelli di vulnerabilità delle aree e dei punti vendita permetterebbe di agire in maniera preventiva contro questo tipo di episodi>> (citazione da: Crime&tech (2020), L’Organised Retail Crime in Italia. Milano: Crime&tech (spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore - Transcrime).

Nel caso di attività criminali svolte all’interno di store fisici, l’impianto di videosorveglianza verrà integrato con un opportuno sistema antintrusione, valutando in base al contesto e alle caratteristiche del luogo la tipologia da utilizzare. L’integrazione tra sistemi differenti risulta essenziale per innalzare ulteriormente il livello di protezione di un perimetro.

Il secondo punto fondamentale riguarda l’organizzazione interna e i processi adottati dall’azienda. È infatti di primaria importanza essere dotati di specifiche procedure indicanti le norme comportamentali da seguire, preparando adeguatamente il personale preposto in caso di reale o anche solo sospetto atto criminoso. Definire gli stili comportamentali da tenere permetterà ai lavoratori di individuare prontamente possibili minacce, ma soprattutto di aumentare il rischio per l’attaccante e la possibilità di farlo desistere dall’intento di perpetrare il reato. Inoltre, un’adeguata formazione del personale sulle tecnologie utilizzate ottimizzerà l’efficacia e l’efficienza dei sistemi.
Un adeguato e pronto intervento umano risulta propedeutico ai fattori precedentemente elencati. Solo attraverso un rapido intervento delle persone preposte sarà possibile mitigare efficacemente il rischio di furti e rapine, diminuendone la magnitudo.

Sulla base di ciò, risulta chiara la necessità di tutelare i propri spazi, i propri beni e la salute del personale lavoratore attraverso sistemi di sicurezza customizzabili e realizzati sulla base di una seria analisi del rischio. Italsicurezza approccia la propria attività per i Clienti sulla base di un’approfondita analisi del rischio, da cui scaturisce la risposta integrata non solo tra i vari sistemi (antintrusione, videosorveglianza e antitaccheggio) ma anche con procedure e servizi di sicurezza adeguati.




Fonti: Crime&Tech 
          Associazione Laboratorio per la Sicurezza
          Transcrime